venerdì 19 settembre 2014   ::  
 

 

COMUNICA CON IL TUO CANE!

 

La comunicazione tra cane e uomo è possibile, chiunque abbia avuto la possibilità di condividere parte della sua vita con un cane sa che capire il linguaggio dei nostri amici fedeli ci aiuta a comprendere con sufficiente precisione cosa i cani ci vogliono dire e come.

 

Gli esseri umani adottano un linguaggio simbolico che permette la metacomunicazione mentre i cani purtroppo no. Noi possiamo passare tantissime ore a discutere se quello che è stato detto aveva proprio quell’intenzione mentre per i cani tutto questo non ha significato.

 

 
cani2.JPGLa loro capacità di leggere  i piu’ piccoli nostri segni che inviamo ed unita anche ad un olfatto sviluppatissimo che è in grado di rilevare tutti i segnali chimici che vengono emessi dal nostro corpo in base al nostro stato d’animo, fa si che li rende eccellenti interpreti della nostra razza.

 

Dobbiamo essere noi umani a sforzarci di imparare la lingua dei cani prima di pretendere che loro imparino la nostra, noi inconsapevolmente emettiamo dei segnali che vengono fraintesi dai nostri grandi amici, che per noi hanno un significato mentre per loro ne hanno un altro.

 

Questo vale anche per dei nostri comportamenti “sbagliati” verso il nostro cane pensando di farle solo del bene, creiamo solo confusione nella sua mente e possiamo creare anche delle situazioni spiacevoli, per questo è importante imparare come comunicare correttamente, per instaurare un rapporto equilibrato con il nostro migliore amico, che affianca ormai l’uomo da ormai circa 15.000 anni!

 

Inoltre la convivenza con un cane è una responsabilità in quanto non è un giocattolo ma è un essere vivente e che una volta che decidiamo di fare entrare un cane nella nostra vita è per la vita quindi dovremmo apprezzare sia i suoi lati negativi che quelli positivi, e dovremo considerarlo un componente della famiglia a tutti gli effetti con tutti i suoi doveri ed esigenze.

 

cani9.JPG

 

Necessita quindi di un dialogo continuativo ma contenuto nel suo significato in quanto non essendo uguale all’uomo non possiamo pretendere che capisca il nostro linguaggio composto da mille significati.

 

E di fondamentale importanza capire che dietro ad ogni segnale che ci invia il nostro amico peloso vi è una motivazione, uno stato interno che lo porta a manifestare determinati comportamenti, quindi dobbiamo dimenticare ad esempio che il cane agisce per dispetto nei nostri confronti.

 

Tutti i comportamenti non desiderati che emette, in qualche modo siamo stati noi inconsapevolmente a rinforzarli e a far si che si ripresentassero, e quindi dobbiamo correggere noi i nostri comportamenti/atteggiamenti che portano a far si che il cane li manifesti. 

 

Dopo questa breve premessa la comunicazione del cane è suddivisa in:

 

- comunicazione tattile

- comunicazione chimica (olfatto e paraolfatto)

- comunicazione acustica

- comunicazione visiva

 

 

COMUNICAZIONE TATTILE

 

Il tartufo e le vibrisse sono gli organi principali per la rilevazione tattile.


Le vibrisse nel cane si possono per motivi classificativi distinguere in ciuffi sopraciliari, baffi, ciuffi inter-ramali e ciuffi guanciali.

 

Esse svolgono per il cane l’equivalente esplorativo dello spazio immediatamente vicino al corpo.

 

Attraverso esse i cani intuiscono la forma e la consistenza degli oggetti esplorati e riescono anche a percepire l’intensità del vento, l’origine e l’intensità delle masse d’aria spostate in una stanza. Questa funzione è affidata comunque anche altri tipi di peli dislocati un po’ per tutto il corpo.

 

Il pelo veicola il senso del tatto del cane: ha dei peli speciali con una maggiore innervazione ed apporto sanguigno che permettono al cane di captare il mondo circostante.

 

Dobbiamo imparare ad usare bene il contatto fisico e non è una cosa da nulla, è necessario comprendere come le pacche, lo strofinare il pelo energicamente gli spintoni invitano al gioco e quindi agitano il cane a differenza delle carezze lente che infondono invece calma al nostro amico a 4zampe. A seconda di come tocchiamo il cane avremo un determinato comportamento.

 

Il contatto fisico è di fondamentale importanza specialmente quando il cane è cucciolo, dobbiamo ricordarci che il cane quando è nella cucciolata riceve tantissime stimolazioni tattili dalla sua mamma e dai suoi fratellini e questo fa si che quando sarà grande sarà un cane facilmente manipolabile, ma non solo questo, anche quando porteremo un cucciolo nella nostra casa dovremo toccarlo e manipolarlo cosi accetterà ancora meglio il fatto di essere toccato, pensiamo a quali problemi può avere un cane cucciolo che è stato tolto precocemente dalla sua mamma, sarà un cane che si farà difficilmente toccare.

 

La mamma al cucciolo insegna tantissime cose come il ringhio, la gerarchizzazione alimentare, la calma, il controllo e l’inibizione al morso.

 

Se un cucciolo viene tolto precocemente dalla mamma (prima delle 7,5/8,5 settimane) sarà un cucciolo che potrà sviluppare delle patologie comportamentali ( sindrome di iperattività – ipersensibilità, sindrome da privazione sensoriale, dissocializzazione primaria e la piu’ comune ansia da separazione), e sarà un cane che da adulto sarà difficile da gestire sia per quanto riguarda il rapporto con l’uomo e sia il rapporto con l’ambiente e i propri simili.

 

Oltre alla mamma un ruolo fondamentale lo rivestiamo anche noi: se abitueremo il cucciolo ad essere toccato e manipolato da noi umani questo tipo di contatto favorirà sia un legame molto forte sia una maggior disponibilità nei nostri confronti.

 

Cosa fondamentale è che non dobbiamo mai usare violenza e quindi picchiare il nostro cane sia con le mani, con i piedi o degli oggetti, otterremo solo paura nei nostri confronti, che potrà sfociare in una risposta difensiva: la fuga o l’attacco.

 

Il cane inoltre tende ad associare i luoghi e i movimenti all’aggressione e quindi tenderà sempre ad anticipare l’aggressione oppure potrà essere inibito nei nostri confronti (per paura) e reagire verso bambini o anziani.

Dobbiamo comunicare correttamente con il nostro cane e certe volte possiamo anche sbagliare senza volerlo, ad esempio le visite dal veterinario: è facile che in sala d’attesa il nostro cane manifesti preoccupazione e cominci ad agitarsi. Se pensiamo di tranquillizzarlo facendogli coccole, moine e ripetendogli all’infinito che “va tutto bene… stai tranquillo… non succede niente…. ” stiamo sbagliando tutto.

In realtà con un simile atteggiamento stiamo rafforzando le sue paure perché il cane avvertirà la nostra ansia (noi siamo agitati nel vederlo agitato) e confonderà le nostre carezze come rinforzi al suo comportamento ovvero penserà che quella che sta vivendo sia un’emozione appropriata al contesto in quanto, non solo condivisa emotivamente dal suo “capo branco” ma addirittura premiata con lodi e carezze.

Inoltre ha molta importanza insegnare ai nostri figli o comunque ai bambini che conosciamo o che incontriamo per strada il corretto approccio con un cane.

  

Per prima cosa è meglio insegnare ad avvicinarsi ad un cane in modo non irruente, senza correre, gridare o maneggiare oggetti (tipo ombrelli), ci si deve avvicinare in modo tranquillo e non “diretto”, poi per  prima cosa bisogna farsi annusare, se il cane mostra interesse (benevole) allora si può accarezzare sotto il muso ma se il cane evita il “contatto” e meglio non insistere…..potremmo beccarci anche un bel morso.

 

Un'altra cosa importante è insegnare ai bambini di non abbracciare un cane sconosciuto, un conto se un bambino abbraccia il proprio cane che ormai ha capito che questo gesto è una dimostrazione di affetto nei suoi confronti (dopo che la sua mamma lo abbia appurato, naturalmente), ma un cane sconosciuto potrebbe interpretarlo come un segnale di sfida e dominanza, quindi è meglio evitare che si creino situazioni sgradevoli.

 

Inoltre (sia bambini che adulti che si comportano come bambini) bisogna sempre chiedere il permesso al proprietario prima di toccare un cane, chi meglio di lui, si spera :o), può sapere come si comporterà il suo cane!

 

Ma la comunicazione tattile può essere utilizzata per mostrare le proprie intenzioni come ad esempio la T-Position (mettere il muso sopra la groppa dell’altro cane) oppure la monta gerarchica (non è un disturbo sessuale) che fanno si che il cane comunichi al suo simile la sua posizione sociale.

 

 

 

 

COMUNICAZIONE CHIMICA

 

 

OLFATTO

 

L’olfatto è il senso piu’ importante per il cane e riveste un ruolo fondamentale nella comunicazione anche se certe volte non c’è ne rendiamo conto.

 

Il cane può essere cieco, sordo oppure senza un arto ma la sua vita sarà normale, a differenza di un cane che ha perso il suo fiuto.

 

Il cane vive essenzialmente in un mondo di odori, cosa del tutto inconcepibile per un essere umano. Un odore che nell’uomo può occasionalmente riportare alla mente un ricordo, nel cane diventa un segno indelebile e recuperabile in qualsiasi momento dalla sua memoria a lungo termine.

 

cani4.JPGIl cane annusando riesce a riconoscere i propri simili e anche le persone ed automaticamente riesce a captare le loro emozioni e gli stati d’animo in quanto noi umani emettiamo sostanze che noi NON sentiamo ma loro sentono benissimo.

 

Tutti abbiamo notato che quando ritorniamo a casa ci fa come chiamo io “l’esame radiografico” annusando le nostre scarpe e i nostri pantaloni, sta semplicemente cercando di capire dove siamo stati, con chi siamo stati e cosa abbiamo fatto.

 

Inoltre quando usciamo in passeggiata con il nostro cane noteremo che trascorre molto tempo con il naso piantato per terra, come mai? Cosi facendo è in grado di capire chi è passato prima di lui e se si tratta di cani amici oppure no, ma anche quando incontra un cane o una persona sconosciuta cerca di capire tramite l’olfatto chi ha di fronte.

 

Il cane è in grado di creare delle vere e proprie categorie attraverso l’olfatto.

 

E molto importante lasciargli tutto il tempo necessario per effettuare tutte le sue “annusate” nei confronti sia di persone, sia suoi simili e sia dell’ambiente.

 

Molti proprietari dovrebbero lasciare annusare i loro cani senza tirare il guinzaglio perchè si sono trattenuti troppo nella “lettura”, e dovrebbero capire quanto è importante esplorare annusando i posti nuovi che non siano sempre ed il solito giardino di casa o parco.

 

Ci siamo mai chiesti come mai il nostro cane ha paura di entrare dal veterinario: semplice, dato che per un cane annusare un marciapiede è come leggere un giornale figuriamoci dentro ad uno studio veterinario: è come se ci fossero milioni di volantini con scritto “io sono stato qui ed ho avuto paura”….ora sappiamo perché Fido non è cosi felice di andare in quel posto e perché lo sente a mille miglia di distanza!

 

Ultimamente l’olfatto del cane è utilizzato anche in medicina in quanto il nostro amico peloso è in grado di individuare il cancro e di prevenire crisi epilettiche. Oltre alla medicina è utilizzato anche nella ricerca di persone disperse, cadaveri, esplosivi e sostanze chimiche.

 

 

 

PARAOLFATTO

 

I feromoni sono sostanze chimiche prodotte non soltanto dal cane ma anche da altri animali tra cui anche l’uomo. Sono secrete da diverse ghiandole e modificano il comportamento. Vengono percepite da un organo chiamato organo vomeronasale oppure organo di Jacobson.

 

I feromoni sono sostanze che agiscono analogamente agli ormoni e ai mediatori del sistema nervoso, per i quali esistono dei recettori specifici per la ricezione e delle ghiandole specifiche per l’emissione; essi sono presenti nella vita del cane fin dalla sua nascita.

 

I segnali trasmessi attraverso queste sostanze vengono percepiti dal cucciolo senza richiedere alcuna forma di apprendimento. Già dopo il parto la madre emette un feromone che permette ai cuccioli di riconoscerla e di legarsi a lei. Più tardi, nel periodo di socializzazione, durante la pubertà, iniziano a venire emessi i feromoni sessuali, contemporaneamente agli ormoni sessuali.

 

Queste sostanze sono secrete o rilasciate allo scopo di essere rintracciate da un altro individuo della stessa specie, a cui viene così trasmesso uno specifico messaggio, che viene percepito grazie alla stimolazione di specifici recettori.

 

La percezione di feromoni provoca modificazioni emozionali e induce, come conseguenza, delle risposte comportamentali.

 

Si tratta di un sistema di comunicazione abbastanza rigido; in base a quello che è il suo stato emotivo e fisico, infatti, il cane emette specifici feromoni in specifiche circostanze.

 

 

 

 

COMUNICAZIONE ACUSTICA

 

Rispetto all’uomo il cane riesce a percepire suoni che provengono da maggiori distanze e a localizzarli con maggior precisione.

 

I cani sono in grado di udire le note molto acute poiché le loro prede abituali emettono questo tipo di segnali. L’ uomo percepisce fino a 20.000 Hz, il cane fino a 40.000.

 

I padiglioni auricolari devono essere mobili per permettere l’individuazione veloce e accurata della provenienza del suono, discriminandone l’origine grazie alla massa della testa tra le due orecchie e quindi alla differente percezione tra un orecchio e l’altro.

 

L’emissione di suoni (l’abbaio, l’ululato, il guaito, l’uggiolio, ed il ringhio) è particolarmente utilizzata nel cane domestico.

 

Nei cani che vivono in casa questa tendenza ad usare il canale acustico è superiore rispetto a quelli che vivono in ambito esterno alla casa. Cio’ è probabilmente dovuto al fatto che sono proprio i conviventi umani che contribuiscono a far sviluppare questo canale comunicativo rispetto ad altri perché a loro più congeniale.

 

Se scegliamo di usare segnali acustici (voce, fischi, clicker) è importante che cerchiamo di impiegare sempre gli stessi termini e sempre le stesse intonazioni, adattate ai vari significati che vogliamo far capire in modo chiaro al nostro cane. Se si è consapevoli di avere una voce stridula o in falsetto è molto meglio non usarla per impartire comandi.

 

I cani possono emettere una varietà assai assortita di vocalizzi che noi possiamo riassume in ringhio, abbaio, ululati e guaiti ma ognuno di essi ha diverse sfaccettature con diversi significati e vengono distinti dalla tonalità del suono, dalla sua durata e frequenza e dalla velocità di ripetizione.

 

Piu’ la tonalità è bassa piu’ indica sicurezza e leadership, piu’ la tonalità è alta piu’ indica insicurezza.

 

I suoni brevi sono sempre associati a dolore e paura, piu’ invece sono lunghi piu’ indicano che il cane sta prendendo una decisione sul da farsi ad esempio quando un cane emette un ringhio a bassa intonazione e lungo indica che ha tutte le intenzioni di difendere il territorio e di non cedere ma sta pensando come agire.

 

Se il suono invece è molto ripetitivo indica molta eccitazione, ad esempio quando si passa con il proprio cane davanti ad una cancellata con dietro altri cani, invece quando il suono si ripete molto lentamente indica il contrario ovvero poco interesse.

 

Il cane comunica con i proprio simili e con l’uomo attraverso la voce, basti pensare che un cucciolo inizia a emettere dei piccoli gemiti che permettono alla madre di riconoscerlo ed individuarlo ed in seguito il cucciolo si rivolgerà in questo modo anche con l’uomo perché scoprirà che con essi l’uomo presterà attenzione alle sue richieste.

 

Ha imparato a considerare l’uomo come parte del proprio branco e quindi userà gli stessi modi impiegati per comunicare con i suoi simili.

 

acustica.jpgIl cane ha una vasta gamma di vocalizzi e a seconda della tonalità possono essere degli avvertimenti o dei richiami ad esempio quando un cane soffre di ansia da separazione in assenza del suo padrone, inizierà ad ululare, bene questo ululato ha il significato “torna da me non voglio restare solo”.

 

Certe volte comunque dobbiamo ammettere che anche noi esseri umani rinforziamo questi vocalizzi: ad esempio quando il nostro cane abbaia e noi lo rimproveriamo non facciamo altro che rinforzarlo in quanto ottiene la nostra attenzione, quale miglior cosa!

  

Dopo tutto questo è importante dire che i cani comunicano attraverso i loro vocalizzi e non conoscono purtroppo il significato delle nostre parole e quindi dovremmo essere noi ad insegnarglielo.

 

Un cane può imparare molte parole, ma il suo apprendimento è dato dall’educazione, dall’osservarci e dal sentirci parlare.

 

Il cane coglie non tanto la parola stessa (le parole dell’uomo sono segnali paraverbali) ma il nostro tono di voce, la cadenza, il ritmo con cui la pronunciamo, è molto piu’ sensibile al nostro volto, alle nostre espressioni, all’intonazione e ai nostro gesti e addirittura al nostro odore piuttosto che alla parola che stiamo emettendo.

 

E’ utile durante l’apprendimento di un comando utilizzare sempre lo stesso tono per il comando che stiamo insegnando cosi l’apprendimento risulterà piu’ veloce che se invece utilizzeremo diverse tonalità generando molta confusione nella testolina del nostro amico.

 

 

 

 

COMUNICAZIONE VISIVA

 

La comunicazione visiva utilizza le posture del corpo, la mimica facciale e i movimenti. Coinvolge testa, occhi, orecchie, bocca, coda, le posture degli arti e del corpo.

          

Osservando tutto questo possiamo trarre in modo quasi immediato le intenzioni del cane che può avere verso di noi oppure verso un altro cane.

 

Quando comunichiamo con un cane dobbiamo essere molto attenti a come ci muoviamo ad esempio se gesticoliamo in modo veloce daremo un senso di inquietudine e non di rilassamento, se ci avviciniamo in maniera diretta daremo un senso di minaccia.

 

Il risultato della nostra comunicazione non è dato del significato che noi gli attribuiamo, ma da quello che gli attribuisce il nostro cane.

 

cani8.JPGE’ necessario osservare tutto l’insieme delle posture assunte dal cane per comprendere il loro significato emotivo. Uno stesso segnale può inviare un messaggio differente in relazione al complesso posturale in cui si è manifestato. Ad esempio quando il cane mostra i denti può essere sia per minaccia e sia per gioco.

 

In generale le posture amichevoli tendono a ridurre la dimensione del cane a differenza di quelle aggressive che fanno esattamente il contrario, inoltre in quest’ultime il cane presenta la pilo-erezione per sembrare appunto piu’ grande di quello che è realmente.

 

Per quanto riguarda la coda sia da come la muove e sia come rimane in posizione da un infinità di informazioni sullo stato del cane, della sua posizione sociale e delle sue intenzioni. Agitare la coda è un atto che gli altri cani possono vedere con maggior chiarezza anche a distanza.

 

Per quanto riguarda la vista vera e propria del cane è diacromatica: percepisce bene i colori blu e giallo e gli altri colori sono sfumature di questi due, inoltre la sua vista migliora con una luce bassa e soffusa (piu’ bastoncelli meno coni).

 

I  cani hanno una scarsa risoluzione del dettagli mentre riescono a vedere molto bene oggetti in movimento ad elevate distanze.

 

                                                           

 

SEGNALI DI CALMA

 

Uno dei primi scienziati che ha descritto il linguaggio del cane è stato l’etologo americano, Michael Fox che per numerosi anni ha effettuato studi sul comportamento dei canidi selvatici e del cane domestico.

  

In un libro del 1971 mette a confronto diversi canidi selvatici, come la volpe, lo sciacallo e il lupo con il cane e spiega differenze e somiglianze nel loro modo di comunicare.

 

Tra i segnali descritti ce ne sono alcuni che secondo Fox sono utilizzati per interrompere uno scontro, essi vengono chiamati segnali di “cut-off” ovvero di interruzione (di uno scontro).


Le osservazioni di Fox vengono riprese 25 anni dopo da una etologa norvegese: Turid Rugaas che ha però interpretato i segnali di "cut-off" in modo differente, come segnali che il cane usa per comunicare le proprie buone intenzioni, o il proprio disagio, dando il tempo all’altro di fare altrettanto.

 

Proprio per l’uso preventivo che i cani fanno di questi comportamenti, Turid Rugaas li ha ribattezzati "segnali di calma".

 

Riassumendo: i cani che non amano i conflitti hanno sviluppato una serie di segnali detti calmanti che vengono utilizzati per prevenire le aggressioni e per ridurre le tensioni tra vari individui.

 

Servono a comunicare un doppio significato: sono sia una richiesta  di calma e amicizia e sia un segnale di disagio e stress, inoltre servono anche per far sentire gli altri piu’ al sicuro e comunicare la volontà di diventare amici.

 

Spesso sono usati dagli adulti per calmare l’eccessiva irruenza dei cuccioli. Altre volte i cani li inseriscono in rituali minacciosi per non arrivare al combattimento.

 

Purtroppo i cani perdono in fretta l’abilità nell’uso dei segnali di calma perché non ne hanno un feedback dalla famiglia con cui vivono, che non li conosce e non ne favorisce l’utilizzo. La conseguenza di questo è che i cani provocano spesso risse nei parchi semplicemente perché non li emettono.

 

Conoscere i segnali di calma ci permette di intenderci meglio col nostro cane ed eviterebbero moltissimi incidenti e situazioni di disagio.

 

I segnali di calma sono circa una trentina e forse più, i principali sono i seguenti:

 

Leccare il naso

Distogliere lo sguardo e voltare testa e corpo

Movimenti lenti

Immobilizzarsi, sdraiarsi o sedersi

Annusare per terra

Sbadigliare

Avvicinamento con traiettoria circolare

Scondinzolare

Inchino al gioco

Dare la zampa

Inserirsi tra due individui

Socchiudere gli occhi, sbattere le palpebre

 

 

 

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