domenica 17 dicembre 2017   ::  
 

 

 

 

  LE VACCINAZIONI                                                                  veterinario2.jpg

 

La vaccinazione consiste nell'inoculare un certo farmaco per ottenere da parte del soggetto una risposta anticorpale, cioè l' organismo viene informato dell' esistenza di quella malattia e stimolato a reagire alla stessa producendo delle sostanze in grado di aggredire e distrugge l'agente causale dell'affezione (virus, batterio o protozoo che sia).

 

Il vaccino deve essere sempre inoculato ad un soggetto sano, altrimenti l' organismo non è in grado di reagire e produrre anticorpi.Questo prevede che prima dell'inoculo venga effettuata una visita medica per determinare che il soggetto sia clinicamente sano.

La visita clinica non è un corollario ma un punto fondamentale tanto quanto e forse più dell'inoculo del vaccino.

 

E' importante nei cuccioli sui quali si deve valutare il corretto sviluppo, l' assenza di affezioni congenite o che si evidenziano nel corso della prima infanzia. I vaccini poi sono prodotti delicati, vanno tenuti sempre a temperatura di frigorifero e portati a temperatura ambiente solo all'atto dell'inoculo.

Solo farmaci regolarmente acquistati possono avere una tracciabilità dalla ditta produttrice al destinatario finale; tale tracciabilità garantisce una corretta conservazione che, come detto, deve sempre avvenire a temperatura di frigorifero.

 

La normativa nazionale prevede che i vaccini debbano venire inoculati solo da Medici Veterinari, ma questo lo prevede, a mio avviso, anche il buon senso di ogni individuo in quanto sono in molti ad effettuare sugli animali ogni tipo di terapia casuale vaccinale e non, senza valutarne le effettive conseguenze che possono essere da moderate a gravi.

 

Tornando alla terapia immunizzante, puntualizzo che sono tenuti solo i medici veterinari  ad emettere certificazione dell'avvenuta vaccinazione (mediante compilazione del libretto sanitario dove viene apposto il talloncino del vaccino ed il Veterinario timbra e firma nell'apposito spazio è la compilazione di un vero e proprio certificato autografo). Tra l'altro va ricordato che tutti gli animali durante la fase vaccinale  sono potenzialmente a rischio di shock anafilattico, pertanto la vaccinazione va effettuata sempre da un medico Veterinario in grado di affrontare prontamente l'eventuale shock.

 

Diffidate sempre da chi non è autorizzato a vaccinare.

Evitate di far correre al vostro animale il rischio che si inoculi il vaccino sbagliato, o che si inoculi il vaccino in un momento non opportuno della vita dell'animale o, addirittura, che non si inoculi proprio nulla.

 

 

 

  CONTRO COSA POSSIAMO VACCINARLO?


 

Le principali malattie infettive contro cui si vaccina oggi il cane sono parvovirosi, cimurro, epatite, leptospirosi e bronchite infettiva.

 

Sono tutte altamente contagiose e possono essere difficili da curare. La vaccinazione antirabbica è obbligatoria solo in alcune condizioni particolari e per portare l'animale all'estero, ma può essere ugualmente consigliata dal veterinario. Il cucciolo si può iniziare a vaccinare tra i 42 e i 56  giorni (6-8 settimane) contro la parvovirosi, cimurro, leptospirosi, epatite, ed eventualmente parainfluenza (o tracheobronchite infettiva o tosse dei canili), il cosidetto vaccino tetra o pentavalente.


Il richiamo va fatto dopo 20-30 giorni sempre con un tetravalente. Un secondo rinforzo va fatto dopo un altro mese. Dopodiché i richiami sono annuali. Fino al termine del ciclo di vaccinazioni è opportuno non lavare i cuccioli, non lasciarli venire a contatto con soggetti non vaccinati, non lasciarli esposti al freddo e alle intemperie, non lasciarli girare liberamente in luoghi a cui possono accedere soggetti non vaccinati.

 

 


 

  PARVOVIROSI


La parvovirosi canina è forse la più grave e comune malattia infettiva del cane. Rappresenta un problema serio, con epidemie che possono verificarsi

periodicamente. Esordisce improvvisamente con la comparsa di vomito e di diarrea maleodorante ed emorragica che conducono rapidamente a disidratazione e collasso. Anche il cuore può essere raggiunto dal virus. La morte del cucciolo può avvenire entro 24 ore. L'unica protezione contro questa malattia è la vaccinazione. 

 

 


 

 

   EPATITE INFETTIVA

  

L'epatite infettiva canina è una malattia che colpisce il fegato. Le forme acute possono causare la morte del cane entro 24-36 ore. I soggetti che sopravvivono alla malattia possono divenire portatori e diffondere il virus ad altri cani.  L'epatite infettiva è una malattia a decorso acutissimo nel cucciolo, talvolta è inapparente nell'adulto e nel cucciolone. I sintomi sono in parte sovrapponibili a quelli del cimurro con manifestazioni più attenuate. Compare, come residuo della malattia, l'opacamento corneale che guarisce dopo qualche tempo. Nei canili è tipica la morte improvvisa dei cuccioli, mentre rara è la mortalità nell'adulto. Anche per questa malattia è opportuno ricorrere alla vaccinazione profilattica, associata a quella del cimurro.

 

 


 

   CIMURRO


Grave malattia infettiva causata dal virus "Paramyxovirus" . Può essere contratta a qualsiasi età tramite contagio diretto da un cane ammalato, ma anche dall'ambiente in cui si trovino materiali patologici infetti (saliva, feci, urina, ecc.). Il periodo di incubazione varia dai 3 ai 7 giorni con febbre alta e mancanza di appetito; in seguito, a seconda della via di introduzione, sopravvengono i sintomi della malattia:


- digestivi (vomito, diarrea, stomatite, tonsillite);
- respiratori (tosse, scolo catarrale dallee narici);
- oculari (lacrimazione intensa, congiuntivvite purulenta);
- cutanei (pustole, esantemi sotto le ascellle e sul ventre);
- nervosi (convulsioni, paralisi, meningitii, encefaliti, tic).



La mortalità è alta, anche se non si esclude la guarigione del cane: frequentemente, nell'animale che abbia superato questa malattia, si riscontrano fenomeni neurologici permanenti (epilessia, convulsioni, paralisi, cecità). L'unico mezzo efficace e non pericoloso per la prevenzione è la vaccinazione che verrà fatta, con cadenza annuale, per tutta la vita del cane.

 

 


 

  LEPTOSPIROSI

 

Si tratta di una malattia infettiva di origine batterica, prodotta da diversi tipi di leptospira, molto diffusa in tutto il mondo. E' trasmissibile direttamente, da animale malato a sano, o indirettamente attraverso l'ingestione di acqua, alimenti o altro materiale contaminato (acqua di torrente, fiumi, canali e fognature). Agenti di diffusione sono soprattutto i roditori (topo nero, topo di fogna e porcospino) che non patiscono tale infezione ed eliminano le leptospire con le urine.


Inizialmente i sintomi sono febbre, malessere generale, anoressia, tonsillite e vomito.


Nel cane le leptospirosi si manifesta in tre forme cliniche: gastroenterite emorragica, ittero o nefrite.

La prima (morbo di Stuggart o tifo canino) è dovuta alla "Leptospira Ictero-Haemorragiae" o alla "Leptospira Canicola"; presenta vomito emorragico, diarrea e insufficienza renale acuta. Anche la forma itterica è data da questo virus e presenta, oltre ai sintomi già descritti, ittero coloro giallo arancio e piccole macchie rosse sulle mucose. La nefrite è causata la "Leptospira Canicola" con forme renali molto gravi. Oltre ad essere molto pericolosa per il cane può essere per evenienza rarissima trasmessa all'uomo (Zoonosi).


La profilassi consiste nella vaccinazione con richiamo annuale, mentre per i cani che sono più esposti degli altri all'infezione, è consigliabile ripetere il richiamo ogni sei mesi.

 

 


 

  BRONCHITE INFETTIVA O PARAINFLUENZA


 

Il virus della bronchite infettiva o parainfluenza canina è uno dei patogeni responsabili della malattia conosciuta come "tosse dei canili". Come indica il nome, è una malattia respiratoria molto contagiosa, specifica di canili, pensioni, allevamenti e rifugi.


All'origine di questa malattia si riscontrano numerosi virus e batteri, tra cui quelli principali e fondamentali sono il batterio Bordetella bronchiseptica e il virus della Parainfluenza. I cani colpiti da questa malattia manifestano una tosse secca che può durare molte settimane, causando disagio tanto al cane quanto a chi vi convive. Esiste un programma specifico di vaccinazione che è consigliabile per i cani che vivono in collettività.



 

 

 

  RABBIA

 

La rabbia è una malattia virale che può essere trasmessa all'uomo (zoonosi) attraverso il morso e il graffio di animali infetti. E' quindi importante non lasciare liberi i cani nelle regioni in cui questa malattia è diffusa negli animali selvatici. Nel nostro continente la patologia è presente soprattutto in Germania, Francia, Austria, Paesi dell'Est ed Ex Jugoslavia. Si manifesta con sintomi a carico soprattutto del sistema nervoso. La vaccinazione antirabbica è attualmente obbligatoria solo in alcune regioni italiane tra cui il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige. E' inoltre obbligatoria quando si porta il cane all'estero o in Italia nelle zone sopra indicate e in Sardegna, che è indenne dalla malattia.
La vaccinazione antirabbica può tuttavia essere consigliata dal veterinario anche nelle altre zone. Si consiglia di rivolgersi al proprio veterinario per ogni aggiornamento relativo agli obblighi vaccinali per la rabbia.

 

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MINI PRONTO SOCCORSO PER L'ESTATE                ambulance.jpg

 

 

COLPO DI CALORE, I SINTOMI:

 

- debolezza
- elevata temperatura del corpo
- respiro affannoso e rapido (i gatti aprono la bocca e tirano fuori la lingua)
- frequenza cardiaca accelerata
- bava o schiuma dalla bocca
- tremori, convulsioni (può essere già troppo tardi...)

 

CHIAMATE CON URGENZA UN VETERINARIO.

 

Mettete il peloso all'ombra, ventilate e bagnate il corpo dell'animale con acqua NON GELIDA ma fresca soprattutto sulla pancia, sul collo e sulla testa. Tentate di far scendere la temperatura anche tramite immersione in acqua NON GELIDA ma fresca, tenendo presente che i gatti saranno molto contrariati, sarebbe meglio tamponarli piuttosto che immergerli...

 

PUNTURE DI INSETTI:

Mantenete fermo l'animale ed applicare compresse bagnate o ghiaccio, oppure se l'avete a disposizione, ammoniaca o acqua ossigenata con una garza sulla parte colpita. Tenete d'occhio la zona per notare manifestazioni allergiche (eccessivo gonfiore).

 

ZECCHE:

Se doveste trovare una zecca nel pelo dell'animale, rimuovetela subito se cammina, ma se si è già infilzata nella pelle del peloso, non resta che usare le maniere forti: spruzzate l'antiparassitario che vi siete portati da casa [perchè l'avete portato, vero ?!? ;-) ].


Tentare di rimuovere una zecca che si è già inserita nella pelle può essere pericoloso: può restare infilzata nella pelle di Fido una zampina del parassita e causare un'infezione.

 

MORSI DI VIPERE:

I primi interventi di soccorso sono uguali a quelli che si praticano per gli umani: stringete con una fasciatura od un laccio la parte colpita a monte del morso per evitare che il veleno vada in circolo. Raggiungete al più presto un veterinario. Non pensate di dare il siero antivipera da soli perchè può dare effetti collaterali: chiamate sempre un veterinario.

 

FERITE O TAGLI:

Mantenete fermo l'animale e tagliate il pelo nella zona colpita. Disinfettate con una soluzione non alcoolica per evitare che bruci e che l'animale si agiti. Bendate la zona con un fazzoletto o garza PULITI. Se dalle ferita esce molto sangue, è opportuno apporre un laccio emostatico (una corda) a valle della ferita, che va pero' rimosso tassativamente ogni quarto d'ora (per lasciare che il sangue circoli nelle zone non colpite) se il veterinario è lontano o tarda ad arrivare. Procuratevi un collare elisabettiano (ad imbuto) per far sì che l'animale non si lecchi la ferita.

 

DIARREA:

Se Fido o Micia ehm... frequentano spesso il loro angolino wc, lasciando un prodotto ehm... ci siamo capiti, la colpa può essere dell'eccessiva alimentazione, di cibo avariato o di qualche rifiuto rimediato chissà come. Anche l'acqua marina, se ingerita, può provocare diarrea. Il rimedio è il digiuno, per ventiquattr'ore e tanta acqua a disposizione. Questi disturbi possono disidratare l'animale, proprio come succede agli umani.

 

AVVELENAMENTO, I SINTOMI:

Vomito, salivazione eccessiva, disturbi respiratori, emorragie.

Raggiungere al più presto il veterinario. Importante risalire alla causa, IL VETERINARIO AVRA' BISOGNO DI SAPERE COS'HA AVVELENATO L'ANIMALE PER POTER SCEGLIERE LA CURA. Portate con voi il flacone o l'etichetta del prodotto ingerito dall'animale. È necessario provocare il vomito sempre, tranne il caso in cui l'animale abbia ingoiato sostanze caustiche (acidi ecc.). Una soluzione di acqua e molto sale, induce vomito. Il latte si può dare perché neutralizza le sostanze tossiche. Pulite il mantello e il muso con una spugna bagnata per togliere eventuali residui di veleno. 

 

 

 

 

 

MINI PRONTO SOCCORSO PER L'INVERNO

 

 

Intanto è bene ricordare agli amici umani dei quattrozampe che vivono tra le pareti domestiche che, anche se Fido e Micia sono ricoperti da una coltre di peli, se escono di casa possono soffrire il freddo: in casa fa caldo, il peloso si abitua alla temperatura della casa, e quando esce, può avere molto freddo. Gli sbalzi di temperatura possono nuocere agli animali anziani, ai cuccioli, ad alcuni cani a pelo raso, ed agli animali in convalescenza.

                

Attenzione anche alle cadute nell'acqua ghiacciata !

 

Categorie a rischio: animali anziani, cardiopatici e diabetici, cani Dalmata, Yorkshire, Pointer, Boxer (ovvero, le razze più delicate in generale), e animali malnutriti e che vivono anche di notte all’aperto.

 

  • L'esposizione prolungata al freddo non va bene: attenzione quindi alla notte, per i cani che dormono all'aperto... il cibo dovrà essere più ricco di grassi, e la cuccia ben foderata.
  • I problemi di ipotermia, o semplicemente bronchiti o tracheiti, possono anche essere causati dalla pioggia o dalla neve: se il cane o il gatto si bagnano, vanno assolutamente asciugati, soprattutto se dormono all'aperto !!!
  • Fido non dovrebbe mangiare la neve, anche se a lui piace: potrebbe fargli del male al pancino, dandogli problemi gastrointestinali. Il gatto, beh... di solito non ama mangiare la neve...
  • La neve può formare tra i polpastrelli del cane delle palline ghiacciate: controllate le zampe di Fido quando rientrate dalla passeggiata, prima di lasciarlo in giardino. Se invece rientra in casa, logicamente la neve si scioglie.

 

 

 

L'IPOTERMIA NEI QUATTROZAMPE:

 

Consiste in un abbassamento della temperatura del corpo. Può condurre alla morte tramite il rallentamento ed in seguito l'arresto delle funzioni vitali. Questo tipo di incidente è grave ma raro, ma i giovani cani, così come quelli anziani o deboli ne sono vittime.

Le cause dell'ipotermia sono:

 

  • L'esposizione prolungata ad una temperatura molto bassa. L'ipotermia affligge per esempio un animale perduto in luoghi isolati, senza nutrimento nè riparo.
    Il rischio aumenta se l'animale non è protetto o se è ferito.
  • Caduta accidentale nell'acqua ghiacciata. L'animale può soffrire ipotermia anche dopo solamente qualche minuto di immersione.

 

Procuratevi un termometro e misurate al cane la temperatura rettale. Assicuratevi che il cuore non batta troppo lentamente o irregolarmente, e che l'animale sia cosciente. Se la temperatura dovesse essere inferiore ai 37°C, se i battiti cardiaci sono lenti o irregolari e se l'animale appare intontito, in stato di torpore, correte dal veterinario. Se non c'è un veterinario nei paraggi, il consiglio è:

 

  1. Trasportate rapidamente l'animale in un luogo caldo e riparato.
  2. Se l'animale è bagnato, asciugatelo con asciugamani, preferibilmente caldi. Evitate l'uso del phon, perchè provoca un'evaporazione troppo rapida dell'acqua.
  3. Avvolgete l'animale in alcune coperte di lana ben calde e mettetelo in un luogo riscaldato. Ma attenzione: non mettetelo troppo vicino ad una fonte di calore (termosifoni, camino) perchè in questo modo si provocherebbe una dilatazione troppo rapida dei vasi sanguigni della pelle, che può provocare il reflusso di sangue degli organi interni, causando un collasso che potrebbe essere fatale.
  4. In caso di congelamento, fate fare al cane un bagno caldo (aggiungete acqua più calda man mano) e frizionatelo perchè la circolazione superficiale venga riattivata. La temperatura dell'animale risale lentamente. Riscaldatelo poi progressivamente sorvegliando i segni di miglioramento, quali:
  5. Ripresa delle funzioni vitali, movimenti della testa e scuotimenti, ed il suo cuore batte più regolarmente.
  6. Dopo circa 20 minuti, misurate al cane di nuovo la temperatura rettale.

 

Ricordate che il freddo intenso disidrata: riempite bene la ciotola d'acqua !

 

 

 

Il miglior trattamento è comunque la prevenzione.

 


 

D'inverno, non fate passare il cane vicino a fiumi, torrenti o laghi, (anche il mare è molto freddo...) per evitare che si voglia tuffare, e state attenti ai laghetti ghiacciati, che spesso nascondono insidie: il ghiaccio può rompersi d'improvviso e inghiottire Fido.

 

 

Articolo redatto da Annalaura di http://www.dogwelcome.it/

 

 

 

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